Presentazione

Come si può giustificare l’aggiunta di un altro blog alla già sterminata giungla di blog esistenti?

Dopo aver smesso già da alcuni anni di gestire blog (tra quelli che ho gestito, quello più seguito è stato RomaNordXilPD, sospeso nel dicembre 2009, seguito da contropiededemocratico, aggiornato solo fino a ottobre 2011) ho mantenuto la mia presenza in rete (qualcuno dirà: non richiesta) con l’invio più disordinato che periodico di email alla mia mailing list. Non ne resta però traccia, mentre un blog è anche un archivio cronologico.

Ho quindi deciso di ritentare la via di una presenza stabile e visibile in rete, costruendo un nuovo blog, da gestire da solo o con chi avrà la voglia di farlo assieme a me. L’occasione me l’ha suggerita una recente riunione informale tra dem dissidenti e delusi, ex-dem (come me), non iscritti a partiti, promossa da un gruppo romano (del XIV) dell’associazione Possibile ( uno spazio aperto, che ospita il dialogo interno alla sinistra italiana, ai partiti, ai movimenti e tra i singoli cittadini che desiderano un luogo in cui discutere e impegnarsi, come recita la presentazione del sito di quella associazione). Senza la pretesa di rappresentare un canale della sezione romana di Possibile. Semmai come una voce critica e con la curiosità di vedere se tale iniziativa possa realmente diventare la nuova sinistra di governo.

Il primo problema che si è presentato è stato il nome da dare al blog, anche perché la rete è ormai affollata ed è doveroso evitare l’omonimia o anche la somiglianza di nomi. Dopo vari tentativi (e verifiche) un nome che mi sembra rappresentare bene lo spirito di questa mia nuova creatura telematica è SinistraOltre. Non volendo in alcun modo con ciò indicare una cosa ancora più a sinistra dei già numerosi partitini e gruppuscoli di sinistra radicale. Piuttosto, per significare la rottura della gabbia delle vecchie definizioni di sinistra che ormai mal si attagliano alla realtà del XXI secolo. Andare oltre riconoscendo gli errori strategici e tattici del passato, ma senza rinnegare la propria storia. Non si tratta di cambiare verso (che significa tornare indietro, cancellando anche quel poco o tanto che si è ottenuto), semmai di aggiustare la direzione, ossia la rotta, avendo sempre come meta il benessere morale e materiale del maggior numero possibile di esseri umani.

Mi si dirà che sono molto démodé, visto che ormai va per la maggiore (e purtroppo molti abboccano) che sinistra e destra non esistono più. Sarebbero categorie del passato, buone ormai solo per indicare la posizione dei banchi nelle ormai sempre più inutili aule parlamentari. Roba da noiosi libri di storia.

Allora qualcuno mi dovrà spiegare come mai proprio da quando hanno cominciato a diffondersi queste teorie di superamento di destra e sinistra il gap tra ricchi e poveri ha ricominciato ad allargarsi, raggiungendo livelli tali da far nascere tra quei pericolosi bolscevichi che sono gli statunitensi il movimento Occupy Wall Street . Movimento che adotta lo slogan “siamo il 99%!” (modificando in 1-99 il famoso principio di Pareto del 20-80, che non fu pensato per l’economia, ma che può – poteva – benissimo rappresentare anche le disuguaglianze sociali).

Forse sarebbe più corretto dire che a sparire è il centro, non la destra e la sinistra. Un ceto benestante (storicamente di centro) che si assottiglia e va ad alimentare il già numeroso popolo dei poveri, mentre una minoranza sempre più piccola di ricchi possiede una porzione crescente della ricchezza complessiva.

Come chiamiamo allora chi difende i privilegi degli uni e chi difende invece questa maggioranza crescente di poveri? Possiamo chiamarli come ci pare. Io sono affezionato al termine sinistra, per indicare questi ultimi, e continuo a considerare di destra gli altri.

Tanto per capirci.

E per capirci ancora meglio, sarebbe opportuno ridefinire cosa si intende oggi, e cosa si dovrà intendere domani, per sinistra e cosa di sinistra non è. Per esempio, il PD come lo interpreta Renzi (e come glielo lasciano interpretare i dissidenti interni) non è, a mio avviso, di sinistra.

Il lavoro di costruzione di una nuova sinistra che vada oltre si presenta arduo e richiederà tempi medio lunghi. E’ possibile? Difficile dirlo ora. Comunque. per partire, è indispensabile riprendere dei concetti base (in economia si direbbero i fondamentali) comunemente accettati, attorno ai quali costruire il nuovo modello. Un buon punto di partenza è la nostra Costituzione, in particolare i Principi Fondamentali, che dovrebbero essere condivisi dall’intera cittadinanza; a maggior ragione all’interno della sinistra. Invece comincio a dubitare che sia più così. Io il dibattito lo comincerei da questo punto.

Ferdinando Longoni (Nando)

Roma, marzo 2015

P.S.: Un piccolo portale

Oltre a raccogliere in sequenza temporale gli articoli che io pubblico (e mi auguro che altri vogliano farlo qui con me), vorrei che questo blog fornisse in maniera organizzata (nelle pagine accessibili dal menu) link a siti e blog di interesse generale. Una specie di piccolo portale. Una finestra che aiuti il navigatore poco esperto di navigazione su Internet a cercare le informazioni che  vorrebbe trovare.

A questo dovrebbe servire la voce Blog&Siti del menu.

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