Sinistra, dove sei? Se ci sei batti un colpo!

I risultati delle ultime competizioni elettorali svoltesi in vari paesi europei sono drammatici: quasi ovunque abbiamo visto la forte crescita dei movimenti di estrema destra (eccezione la Francia), un aumento dell’assenteismo e, per noi ancora più grave, il tracollo delle sinistre “di governo” e non (ancora con l’eccezione della Francia, dove il tracollo dei socialisti al 6% è stato almeno parzialmente compensato dal non scontato piazzamento della sinistra di Mélenchon quasi al 20%). Di ieri l’affermazione del “Trump” ceko. Di parziale consolazione, con la speranza che ciò insegni qualcosa ai nostri, l’ottimo inatteso quasi 40% dei laburisti britannici guidati da un Corbyn di rottura, a stretto ridosso dei conservatori.

Allora, cosa stanno combinando le diverse anime (?) della sinistra italiana? Intendo, perché nessuno mi fraintenda, tutte le sigle alla sinistra del PD (PD nel quale non c’è più traccia alcuna nemmeno di un pallido rosa).

Allora? Niente. Anzi peggio. Una gran confusione alimentata anche dal maldestro tentativo di Pisapia di raggruppare la sinistra per offrire a Renzi una stampella (che sarebbe stata accettata dal Matteo nazionale, ma alle sue condizioni).

Archiviato Pisapia cosa resta? Furbi giochetti di bottega (l’ultimo la mossa di Speranza di apertura a Renzi). Se ne può uscire? E cosa intendere per “uscire”? Ci poniamo obiettivi di breve, di medio o di lungo termine? Ha senso cercare a tutti i costi di vincere le prossime, ormai vicine, elezioni? Per fare cosa?

Credo che la priorità, visto lo stato comatoso dell’attuale sinistra italiana, sia una sola: (ri)costruire la sinistra (in Italia, ma anche in Europa – necessario cominciare a pensare anche in termini europei). Con quale materiale? Solo con quello degli arbusti sopravvissuti alle calamità? Non credo, Ci vuole materiale umano fresco e credibile. L’esperienza è utile e necessaria, ma gli esperti del passato farebbero bene a rinunciare a ruoli di primo piano e lasciare lo spazio a chi può avere molte più chance di ottenere larghi consensi e non è condizionato da modelli del passato. E non è necessariamente una questione anagrafica.

In questo senso sono convinto che la proposta portata avanti dall’Alleanza Popolare per la Democrazia e l’Uguaglianza, intesa a promuovere la collaborazione di ogni movimento, partito, singolo cittadino che si riconosce nei principi e valori della nostra Costituzione repubblicana al fine di generare una grande coalizione civica di sinistra, alternativa al PD, rappresenti l’unica via percorribile. E anche l’ultima spiaggia.

L’iniziativa ha preso avvio da un appello di Anna Falcone e Tomaso Montanari e ha avuto il suo battesimo il 18 giugno al Teatro Brancaccio (si veda FALCONE E MONTANARI, PER LA SINISTRA UNA NUOVA SPERANZA nel sito di Libertà e Giustizia).

La proposta e le sue motivazioni sono presentate chiaramente e in sintesi da Montanari durante un suo intervento al programma televisivo PIAZZAPULITA. Ve lo propongo:

 

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